sabato 24 maggio 2014

"Alta società", ultimo film di una principessa

Grace Kelly è di quelle attrice donne che staresti ore ed ore ad ammirare, donna o uomo che tu sia. Soprattutto se recita in Altà società con Frank Sinatra e Bing Crosby e indossa abiti tanto meravigliosi da farti desiderare ardentemente di rinascere in un'epoca diversa.Una brava attrice, una bella donna dai lineamenti praticamente perfetti, una principessa nata; ma una recitazione che in certi punti mi ha lasciata perplessa. Sarà il linguaggio di recitazione degli anni '50 che col tempo si è andato diversificando?

I pezzi musicali non me li aspettavo, non sapevo fosse una specie di musical, ma sono davvero pochi per definirlo tale. Geniali i pezzi di Louis Armstrong! E' un genere classico di commedia americana di quel periodo, divertente da vedere per intrattenersi una sera. Sempre che l'invidia verso la sua protagonista non ci divori prima di finirlo!

VOTO: 6

"Yves Saint Laurent" il film (tanta roba per gli occhi)

Di recente ho visto Yves Saint Laurent, il film che racconta la storia difficile di un ragazzino innocente ma con un talento fuori dal comune che diventa capo di una famosa maison di moda di Parigi negli anni '50. E' proprio il papà della firma famosa che non tutti possiamo permetterci, un personaggio molto interessante e che mi fa venir voglia di vedere tanta roba biografica!

Il film è molto scorrevole, sembra di leggere un libro ben scritto, è raccontato in maniera lineare, fine all'idea che vuole dare di un artista che deve fare i conti con il suo talento. Oh, si, penso che faccia soffrire tanto il talento. Gli attori sono anch'essi talentuosi, soprattutto il giovane attore che interpreta lo stilista. Ho trovato piacevoli le immagini, le scenografie. Parigi rende tutto bello, come anche i vestiti dell'epoca. I costumi meritano un Oscar!

Consiglio davvero di vederlo, passerete quasi due ore spensierate e rilassanti, non è un film che richiede tanta partecipazione, cari voyeuristi... basta guardare e ammirare.

VOTO: 6

"The dreamers" di Bertolucci (capolavoro indiscusso)

Non so se è possibile distinguere la persona di un artista dal suo operato professionale, credo di no, soprattutto se questo fa cinema d'autore. Ad esempio, non nutro forte simpatia nei riguardi di Bernardo Bertolucci, ma riconosco che ha realizzato lodevoli capolavori, kolossal, cult.
Di recente ho visto The dreamers, film francese con giovani attori magnifici, tra i quali spicca Eva Green. Non sapevo fosse francese, e non sapevo nemmeno che fosse la protagonista quasi indiscussa di un capolavoro come questo. 

La vicenda è tutt'altro che semplice, racconta uno strano rapporto tra due fratelli gemelli e un loro amico rapito dall'avvolgente amore fraterno (?) di questi due adolescenti che con lui condividono la passione per il cinema. E in questo film c'è molto cinema, ci sono citazioni visive ovunque, dalle imitazioni agli elementi che rimandano a film famosi, da brevi spezzoni di pellicole qua e là a citazioni tratte dall'arte figurativa. Non c'è niente di questo film che non mi sia piaciuto, è indiscutibile il suo valore. E' talmente bello che non so cosa dire a riguardo! 

Molta pena per i gemelli, per il legame che li lega e li fa apparire tanto forti ma in realtà nasconde una debolezza individuale che fa respirare desiderio di morte nella ragazza. C'è una sonora malinconia negli occhi di ognuno di loro, sembra di potergli leggere dentro. E cosa dire della reazione dei genitori dopo la scoperta? Mi sono sembrati così timidi, come se fossero dispiaciuti di essere li, come se fossero stati loro ad essere scoperti sul luogo dei misfatti.

Ma purtroppo non digerisco l'attore che interpreta l'amico, il biondino americano che mi ha terrorizzata in Funny games del mio maestro M. Haneke. Altro da dire? No, niente. Forse così deve essere quando si parla di film riusciti.

VOTO: 9

"La 25° ora" di Spike Lee (e non amo Norton)

Che Spike Lee fosse degno di nota e di manuali di cinema, l'avevo già sentito dire. Poi ho visto La 25° ora e ho pensato che non fosse una voce di corridoio.
Potrebbe benissimo riassumersi così: Un uomo ha passato la sua vita dalla parte del male, poi si pente ma è troppo tardi. Il carcere lo aspetta e lui ha terribilmente paura. Ecco come far crollare un uomo. Detta così, la trovo molto banale. E in effetti la storia in sè non mi entusiasma più di tanto. Provo una specie di repulsione/antipatia nei confronti di questo personaggio, ancora di più perchè è interpretato da Edward Norton che non amo particolarmente. Molto bravi invece Rosario Dawson e il defunto P. Seymour Hoffman!

Carine le situazioni, alcune sequenze come quella che rimanda a Taxi driver, di Norton che parla allo specchio mandando tutti a quel paese in un momento di terrore profondo per quello che lo aspetta e che non conosce. E sta solo immaginando, lo sta pensando. Questo si che è originale! Ma ancora di più lo è il pezzo finale, l'ora in più, la 25° ora che il personaggio vive magicamente sotto la guida del padre, l'ora del riscatto. Non sappiamo se poi la vivrà, ma non l'abbiamo vissuta e ci è piaciuta!

VOTO: 6

"Le vent d'est" di Godard (fare cinema sporcandosi le mani...e la faccia!)

Non mi piacciono i film commerciali, ma anche io li ho guardati. Li guardo ancora, e mi fanno sembrare il cinema così difficile. Perchè guardando certi film commerciali ti rendi conto di quanto sia complicato non cadere nella trappola di imitarli, nella trappola di fare del cinema facile, fruibile a tutti. E io mi ritengo un fruitore esigente, lo sono diventata. Lo diventi dopo che hai visto tutto il cinema che ho visto io. E quanto ancora me ne manca, e quanto ancora ne vorrei vedere; mille al giorno! Si può farlo senza alienarsi? Oh, no. Temo che la mia fragile psiche ne risentirebbe.

Pochi giorni fa ho visto un film di Jean-Luc Godard, Le vent d'est, un film che tutto è tranne che commerciale, facilmente fruibile. Diciamo che non ti imbatti per caso in un film di questo tipo. Un film rivoluzionario perchè racconta la ribellione alle convenzioni, la voglia di riscatto e di cambiamento tra i giovani in società che non gli lasciano lo spazio per esprimersi. La Nouvelle Vogue nella sua forma più cristallina. Un film rivoluzionario quindi anche nei modi, una maniera di utilizzare lo strumento cinematografico come arma sociale. Sembrerebbe un documentario, ma ci troviamo ancora nella finzione.

Sguardi in macchina e voce off mi immergono nel mondo della tecnica dell'interpellazione che tanto ho cara. E troviamo il volto di Gian Maria Volontè, stupendo interprete che non manca mai di affascinare lo spettatore. Anche se non ho amato particolarmente questo film, mi è piaciuta tremendamente la voglia di sporcarsi le mani che ne emerge. Non è un caso che vediamo alcuni dei protagonisti pitturarsi il volto con colori accesi, come segno del voler agire, del voler fare. E questo è molto bello nel cinema, il cinema richiede molta azione, non si può stare fermi, solo lo spettatore sta fermo. E neanche questo è vero, perchè sta fermo solo corporalmente. Ma la sua anima nel frattempo dove va?

VOTO: 4

sabato 10 maggio 2014

"Le conseguenze dell'amore" (o della solitudine)

Quando stai per vedere un film dal titolo Le conseguenze dell'amore pensi di aver davanti una commedia romanticissima. Poi ti ricordi che il regista è Sorrentino e pensi "ci deve essere dell'altro, ci deve essere sicuramente una spiegazione."

Ieri finalmente l'ho visto, è tra i film più famosi del regista napoletano e ne avevo sentito parlare abbastanza bene. Vedo pochi film italiani, forse sono vittima di quella cosa chiamata "essere prevenuti".

La giovane ragazza del bar è Olivia Magnani, ovvero la nipote della grande Anna, il fratello del protagonista è Adriano Giannini, figlio del leggendario Gaincarlo. Sorrentino e Servillo fanno qualcosa di eccellente, al loro solito. La storia funziona molto bene, dalla trama alla narrazione filmica nei suoi aspetti più estetici; fenomenali molte inquadrature, originali e in perfetta armonia con la musica che sembra ispirare e guidare ogni lavoro del regista. È sicuramente uno dei film più organici che abbia visto, è un piacere per la vista e l'udito, molto scorrevole anche se nella prima parte non accade nulla di nuovo. Riesce comunque a non annoiare, per più di 50 minuti ci lascia col dubbio e la curiosità sul mestiere del protagonista, davvero geniale!

Proprio oggi Sorrentino inizia le riprese del nuovo film La giovinezza con un cast d'eccezione, ci auguriamo il meglio per lui...e per l'Italia!

VOTO: 8

venerdì 9 maggio 2014

"American gigolò" (Turturro o Allen?)

Non sono una grande fan di Woody Allen, al massimo sono una fan. Ci sono suoi film che apprezzo di più, altri di cui ancora non trovo il senso dopo anni. Siamo abituati a vederlo come attore/regista, ma ogni tanto nella sua lunga carriera si è concesso di farsi guidare da altri colleghi registi. L'ultimo esempio è Gigolò per caso scritto, diretto e interpretato da John Turturro nel ruolo di "allietatore' di donne insoddisfatte. Ovviamente portato a cattiva strada da quel marpione di Woody, nemmeno la terza età lo ferma!

Quello che appare fin dalle prime battute evidente è che la parte di Allen sembra proprio scritta su misura per lui, anzi non sembra...è! Le battute sono pensate per essere dette da lui, anche se il genio newyorkino le avrebbe rese ancora più pungenti e intriganti. Ma tutto sommato è il ruolo perfetto per lui, funziona molto bene in coppia con Turturro, il quale interpreta una parte non molto difficile ma in un certo senso abbastanza sfacciata e complicata.

La cosa migliore del film, a mio modesto avviso, è che la storia non cerca stane strade per parlare, va diretta dove vuole arrivare. Già da subito si mostra per quello che vuole essere, la storia di un uomo che si trasforma in gigolò per caso. La trama non ci confonde con strani meccanismi e scuse e in questo senso è un film che cammina abbastanza bene.

Molto brava Vanessa Paradis che non avevo mai visto recitare, scandalosa Sofia Vergara nella sua scena verbalmente hot, rigidamente perfetta Sharon Stone come moglie adulultera e amica gelosa.
Direi che funziona, non sarà chissà quale capolavoro ma sa bene intrattenere. D'altronde, come dice Woody Allen... basta che funzioni!

VOTO: 6

"Punto d'impatto" deludente

Ultimamente sto vedendo un film deludente dopo l'altro. Sapete perché? Perché mi sono imposta di non dover vedere per un po' di tempo film "pesanti", sperimentali o d'autore che siano! Quindi via con le commedie o coi drammatici purché lontani da qualsivoglia turbamento.
Ho visto recentemente con un'amica il film Punto d'impatto con Liv Tyler, un drammatico un po' esagerato. Non amo particolarmente questa attrice e il film mi ha un po' delusa. Credo che ciò che mostri della religione sia ridicolo, ma non me la sento di dire che è irreale, perché credo sia possibile che nel mondo esistano persone che vivono la propria religiosità in modo del tutto opinabile rispetto a quello che Dio vorrebbe da noi, qualsiasi sia il credo di ciascuno.

Ma è fuori discussione che il film dà degli importanti spunti di riflessione, primo tra tutti l'idea che la religione sia irrispettosa nei confronti dell'omosessualità. Ho trovato quasi insopportabile quanto bravo l'attore/personaggio del marito. Occhi che hanno parlato a lungo, che hanno trasmesso una passata vita travagliata anche già da prima di sapere qualcosa dei suoi trascorsi.

Complessivamente penso che gli autori avrebbero potuto sforzarsi di più, ma il mio parere conta tanto quando dal momento che ho una marcata predilezione per i soggetti e le storie molto più introspettive. Questa storia schiude le porte dell'anima ma non vi entra.

VOTO: 4

giovedì 8 maggio 2014

"La commedia del potere" (che commedia non e')

Isabelle Huppert è per me come una garanzia quando si parla di scegliere un film da vedere. È tra le migliori attrici francesi di tutti i tempi, è di quelle che sembrano non avere un vasto repertorio di espressioni ma che recitano con gli occhi. Poche come lei lo sanno fare, sicuramente Kristin Scott Thomas e Charlotte Gainsbourg sono tra queste. E di fatto sono tra quelle che preferisco.

La commedia del potere è un film di Claude Chabrol, uno dei padri della cara Nouvelle Vogue, quindi quando spulciando tra i miei dvd ho beccato questo nome mi son detta subito: "È lui l'uomo che cercavo!" Invece mi sono trovata davanti a un film troppo lungo, che cammina poco ma che sicuramente racconta molto, con una struttura narrariva che include scene scelte meticolosamente per la pregnanza di quello che voglio dire. Penso sia sicuramente ben scritto, ma a causa dell'ambiente un po' cupo e noioso - quello della giustizia - rischia di raddopiare la percezione della sua durata. Tutto sommato sono quasi due ore che ho retto senza addormentarmi e in quanto a Chabrol...non voglio fermarmi qui!

La donna coi guanti rossi viene assorbita dalla sua vita lavorativa, non esiste più nulla per lei. Spesso l'uomo tende a fare del lavoro il suo unico interesse. Non so quanto sia giusto o sbagliato, ma quando ami ciò che fai - e non è da tutti - non vedi nient'altro. Forse succede perché il resto sembra non avere di meglio da mostrarti.

VOTO: 4

lunedì 5 maggio 2014

Cantando sotto la pioggia (ce l'ho fatta ma non pensavo...)

Lo so che arrivo un po' in ritardo, al mio solito, ma credetemi... non credevo di farcela.
Ho finalmente visto Cantando sotto la pioggia! So che sono in ritardo di almeno 23 anni, ma non posso arrivare a far tutto!

Innamorata di Gene Kelly dal primo momento: bello che balla, affascinante anche se evidentemente truccato, bellissima voce e meravigliosamente alto! Così mi è sembrato! I primi piani che regalano tanta interpellazione sono tipici nel genere del musical e credevo fosse molto più musicaleggiante. Le canzoni molto carine, così come i passi di danza. Il motivo che dà il titolo al film è molto allegro nelle parole e nella nota melodia. Odiosa nella sua parte - e soprattutto per la sua voce - il personaggio dell'attrice Lina Lamont. Se ha davvero una voce così, povera lei, sarà stata davvero odiata negli anni '50 se identificata con il personaggio che l'ha resa famosa!

Interessante quello che il film racconta, la nascita del sonoro nel cinema, i problemi che ha comportato, dovuti all'inesperienza nel sincronizzare video e sonoro e l'intonazione completamente non professionale che ha costretto gli attori del primo cinema a fare dei corsi intensivi di dizione. Tutto questo viene mostrato in Cantando sotto la pioggia e ci strappa più di una risata! Non immaginavo che questo film potesse divertirmi così tanto, è davvero brillante, gli attori sono cabarettisti con la C maiuscola, i veri attori di formazione americana a 360°!

VOTO: 7

Mia moglie e' un'attrice (ed e' vero!)

Dobbiamo riconoscere che se certi film "tirano", molto spesso il merito è del gossip. Puoi essere una bravissima attrice, la migliore del panorama europeo. Puoi essere un aspirante regista con tutte le carte il regola e il talento per farti conoscere. Ma se sei già abbastanza famoso di tuo, decidi di fare un film con tua moglie che è la figlia di Jane Birkin e Serge Gainsbourg...allora caro mio, hai capito tutto dalla vita.

Ovviamente sto parlando di Mia moglie è un'attrice, il film che Yvan Attal firma come sceneggiatore e regista e in cui recita al fianco di quella bravissima moglie che si ritrova, che non è altra che Charlotte Gainsbourg. Be', è inutile chiederci quanto ci sia di autobiografico, potremmo vergognarci a immaginare la risposta. Ci basti sapere che Yvan e Charlotte mantengono i loro nomi nella finzione cinematografica.

La trama non è niente di straordinario, si sviluppa attorno a una coppia - lui giornalista sportivo e lei famosa attrice francese - in un comune momento di crisi e di reciproci tradimenti. La locandina del film è molto carina, lui è chiaramente offuscato dalla personalità di lei ma credo che anticipi un po' la risoluzione finale. Film nel film, un po' mi ha ricordato l'anche francese Effetto notte, geniale la pensata di far spogliare tutti durante le riprese, per far sentire a proprio agio l'imbarazzata Charlotte entrata in crisi per una scena di sesso con il settantenne più seducente del cinema.

Oltre a sentirmi spiona a tratti - sembrava di essere davvero nella casa parigina della coppia di attori - ho trovato il tutto molto piacevole, senza chissà quali aspettative e molto scorrevole. Mi è sembrato strano e curioso vedere la Gainsbourg immersa nella commedia, l'ho sempre vista in parti drammatiche e mi aspettavo che all'improvviso partisse qualche pezzo di tragicità. Vedi ultima scena in cui scopre di essere incinta e mette su l'imitazione di se stessa al nono mese di gravidanza. Sa fare anche lei le facce buffe, anche se le consiglierei di ridere un po' di più! In quanto a Attal, ha proprio la faccia da psicopatico! Non è la prima volta che lo vedo nella parte del marito ossessivamente geloso - vedi Partir in cui è "nightmare" di Kristin Scott Thomas - e credo sia proprio nella sua pelle! A questo punto spero bene per Charlotte...

VOTO: 6

venerdì 2 maggio 2014

Qualche parola su Nymphomaniac Vol. 2

Immaginate di trovare su internet un film che volete vedere da tempo, in lingua originale, con i sottotitoli in italiano e soprattutto prima che esca al cinema. Pensate di aver vinto al Lotto e tenete il film nella cartella "Video" come prezioso reliquiario da aprire al momento giusto. Immaginate anche che il momento giusto venga continuamente posticipato da un "Ma si, domani lo vedo!" e che così, nel frattempo, arrivi il giorno di uscita del film senza che ve ne rendiate conto.
Ecco come mi sono fatta scappare l'occasione di essere tra le prime persone del pubblico a recensire Nymphomaniac Vol. 2! Ma visto che è uscito solo da due giorni e che parlo dei film soprattutto perchè mi diverte farlo, voglio chiudere il capitolo iniziato parlando della prima parte del film. Perchè odio lasciare le cose a metà.

Nymphomaniac Vol. 2 è impossibile da capire senza aver prima visto il Vol. 1, contrariamente da quanto si pensi non c'è solo sesso, argomento che non avrebbe bisogno di particolari trame, ma tutta la storia segue un filo logico che, persa la prima parte, farebbe cadere qualsiasi spettatore in un giudizio negativo avventato. Come già detto, Nymphomaniac non è sicuramente solo sesso. Ogni tanto c'è dell'altro.
Ho trovato questo secondo e conclusivo episodio molto più crudo del primo, a causa della violenza e del sangue che in alcune scene più di altre si faceva vedere e mi incitava a mettere fine alla mia visione del film. Ma ho resistito! Non prendetemi per moralista, ma vedere questo film di notte, al buio, sola nella propria stanza... sfido chiunque a dormire serena! Mi lascio facilmente coinvolgere, sono molto empatica, quindi mi converrà imparare presto ad assumere una visione distaccata dei film che vedo, o mi farò risucchiare dall'irreale! 

Ho ammirato particolarmente la fotografia, è davvero molto chiara, così luminosa da sembrare un contrasto voluto col tema crudo e a tratti oscuro del film. Ho amato tantissimo Charlotte Gainsbourg, è eccezionale, una di quelle attrici che con poco ci fanno abituare alla loro espressività essenziale ma al contempo totalitaria. Splendida interprete, ho deciso di vedere altri suoi film al più presto, trovo in lei quella malinconia assoluta che mi piace vedere nelle protagoniste dei generi di film che amo, i drammatici e non solo.
L'attore che interpreta l'amico di Joe, del quale adesso non ricordo il nome, mi è sembrato "giusto", se posso usare questo termine. Questo durante tutt'e due i film, ma il suo cambiamento alla fine mi è sembrato azzardato, mi è sembrato troppo. Pensandoci bene è possibile che la reazione di un uomo sia quella, al trovarsi di fronte a una donna come questa... una ninfomane! E' quasi traumatizzante che ci venga negata la visione dello sparo, diamo per scontato che lei lo abbia ucciso e anche io penso sia così. Il mio parere è che Joe si sia per la prima volta aperta con qualcuno, che abbia riposto la sua fiducia in un estraneo, che si sia sentita per la prima volta violentata e che abituata da sempre a scegliere con chi andare a letto, questa volta non lo voleva e sia stata costretta a uccidere. D'altronde la scena che precede di poco l'ultima, di quando l'amico spiega la sua visione del perché Joe non sia riuscita ad uccidere Jerome, è davvero anticipatrice di quello che accadrà alla fine. L'amico motiva forse la sua stessa morte, senza saperlo.

Complessivamente non mi va di sprecare molte parole su questo film. Penso che il regista abbia voluto toccare il tasto più debole dell'essere umano, il sesso, spacciandolo per arte propria sapendo per certo che una storia così avrebbe incassato un sacco di soldi e fatto parlare di sè a lungo. E così è successo. Mi sembra che la sua bravura sia stata quella di trovare il modo per attivare la curiosità morbosa di questi spettatori così voyeur, tra i quali mi includo, per carità! Non so se sia arte, sicuramente la trama in sè non mi ha catturata, l'ho trovata abbastanza esile e troppo ancorata all'aspetto visivo di quello che ci viene generosamente mostrato. Forse fin troppo generosamente! In più mi sembra molto deludente che molte scene siano "finte", è giusto che si usi un'esagerata post produzione per film di fantascienza, ma è assurdo che lo si faccia con film che parlano della cosa più umana al mondo: il sesso e quindi la vita.

VOTO: 5